UMBRIA IN DIRETTA DEL 6 MARZO
06 Marzo 2026
L'ltimo appuntamento della settimana con Umbria in diretta è andato in onda oggi, venerdì 6 marzo, dalle ore 12 su Radio Corriere dell'Umbria. La giornalista Paola Costantini ha accolto in studio Sofia Fatigoni, astrofisica perugina. Rientrata in Italia da sole tre settimane, Sofia ha raccontato la sua straordinaria esperienza durante l'appuntamento di chiusura della settimana di "Umbria in Diretta". Laureata in fisica a Roma e con un dottorato conseguito in Canada, oggi lavora in California per il Caltech e il NASA JPL. La sua missione, giunta alla quinta spedizione, la vede impegnata in uno degli esperimenti più ambiziosi della cosmologia moderna: il BICEP Array.
Lavorando presso la stazione Amundsen-Scott al Polo Sud, Sofia e il suo team (una collaborazione tra Caltech, Harvard, Stanford e l'Università del Minnesota) utilizzano una serie di telescopi per mappare la radiazione cosmica di fondo. Si tratta della luce più antica dell'universo, risalente a quando il cosmo aveva "solo" 400.000 anni.
L'obiettivo scientifico è quasi vertiginoso: cercare tracce della cosiddetta "inflazione cosmica", un evento di espansione rapidissima avvenuto appena $10^{-34}$ secondi dopo il Big Bang. "Stiamo cercando di capire che cosa è successo proprio all'inizio del tempo", spiega l'astrofisica, sottolineando che i loro dati stanno già portando a scartare alcuni dei modelli cosmologici finora più accettati.
Vivere al Polo Sud significa adattarsi a condizioni che metterebbero alla prova chiunque. Durante la stagione estiva, quando Sofia è presente, il sole non tramonta mai per sei mesi. Le temperature oscillano tra i -30°C e i -50°C, ma il vero pericolo è il vento che può causare ustioni da freddo istantanee.
Nonostante l'isolamento e la rarefazione dell'ossigeno dovuta ai 3000 metri di altitudine, Sofia non rinuncia alle sue passioni. È una runner convinta e continua a correre sulla neve fresca, protetta da un passamontagna, coprendo distanze tra i 4 e i 10 chilometri. "È come stare da soli in un pianeta alieno", racconta, descrivendo la sensazione di correre nel nulla assoluto.
E per combattere la nostalgia e lo stress, c'è la musica. Insieme ad altri scienziati americani, ha fondato una band, gli "Antarctic Monkeys", dove lei siede alla batteria. In una base dove la connessione Wi-Fi è disponibile solo per poche ore al giorno e l'acqua è razionata (una doccia vinta come premio per una corsa natalizia può durare solo 5 minuti), la musica e lo sport diventano valvole di sfogo fondamentali.
Il percorso di Sofia Fatigoni parte dal Liceo Classico Mariotti di Perugia. Nonostante una formazione umanistica, la passione per la fisica è nata proprio tra i banchi di scuola. Fondamentale è stato anche il rapporto con il nonno, che le ha insegnato l'arte manuale del costruire e del saldare, competenze che oggi applica assemblando sofisticati strumenti scientifici in Antartide.
Unica italiana nel suo esperimento, Sofia vive in un mondo professionale ancora prettamente maschile (le donne al Polo Sud sono circa il 20%), ma guarda al futuro con ottimismo. Sebbene sognasse di fare l'astronauta da bambina, oggi si sente realizzata come cosmologa sperimentale. Il suo prossimo obiettivo? La missione di ottobre, per continuare a scrutare il cielo e, forse, riscrivere la storia delle nostre origini.