UMBRIA IN DIRETTA DEL 3 MARZO
03 Marzo 2026
Secondo appuntamento della settimana con Umbria in diretta. La giornalista Paola Costantini ha accolto in studio Gemma Bracco, avvocata specializzata in diritto di famiglia, per 10 anni Consigliera di parità della provincia di Perugia e fondatrice del premio Umbria in rosa
L’intervista si è aperta con un riferimento personale e spirituale legato ad Assisi, dove fervono i preparativi per l’ottocentario francescano. Bracco, che ha chiamato sua figlia Francesca in onore del Santo, ha descritto l’emozione profonda vissuta durante il pellegrinaggio alla Basilica, un luogo dove «si percepisce proprio la santità» e che sta attirando centinaia di migliaia di pellegrini.
La passione per l'avvocatura è un tratto distintivo del suo DNA: nipote di un avvocato e figlia di un noto professore universitario e politico, Gemma Bracco ha confessato di aver ereditato dal nonno quel "fuoco" per la professione, indossando con orgoglio la sua toga storica.
Sul fronte professionale, l'avvocato ha analizzato l'evoluzione della famiglia, sottolineando come oggi non si parli più solo di modello tradizionale, ma di una pluralità di forme (monogenitoriali, conviventi, dello stesso sesso) finalmente parificate nei diritti dei figli. Tuttavia, non mancano le criticità: la Riforma Cartabia è stata accolta con scetticismo dall’avvocatura per una riduzione dei tempi processuali non ancora tangibile.
In vista dell’8 marzo, il focus si è spostato sulla parità di genere. Sebbene siano stati fatti passi avanti grazie a leggi come la Golfo-Mosca sulle quote rosa, Bracco avverte: «Non bisogna assolutamente arretrare». Il problema principale rimane l’occupazione femminile, ancora troppo bassa, e la difficoltà strutturale nel conciliare maternità e carriera, in un’Italia (e un’Umbria in particolare) segnata da un tasso di natalità vicino allo zero.
Uno dei passaggi più toccanti ha riguardato la devianza giovanile. Commentando il fenomeno delle "baby gang", Bracco ha espresso preoccupazione per la mancanza di consapevolezza della gravità dei propri gesti da parte di minori spesso non imputabili. «È una crisi della società e dei luoghi che dovrebbero costruire un adulto sano: famiglia, scuola e inclusione sociale» ha dichiarato, sottolineando come la mancanza di inserimento porti a situazioni di estrema criticità.
L'avvocato ha inoltre espresso forte contrarietà alla possibile abolizione della figura della consigliera di parità, ruolo da lei ricoperto per dieci anni, che rischierebbe di trasformarsi in un mero organismo amministrativo perdendo la sua funzione di "sentinella" contro le discriminazioni nel mondo del lavoro.
Oltre la toga, emerge una donna rinvigorita dai valori dello sport. Ex nuotatrice e atleta, Bracco trova nell'agonismo e nella disciplina la forza per affrontare le sfide legali più complesse: «Lo sport ti prepara mentalmente a non arrenderti mai; ogni volta che cadi, ti rialzi più forte».
In chiusura, un messaggio di speranza: la soddisfazione più grande per Gemma Bracco resta vedere le proprie assistite — donne che hanno attraversato tempeste di violenza o separazioni traumatiche — ritrovare il sorriso e ricostruire la propria vita. «Il mare si calma e può tornare un sole ancora più bello di prima».