umbria in diretta del 23 febbraio
23 Febbraio 2026
Nuovo appuntamento con Umbria in diretta in onda oggi, lunedì 23 febbraio, dalle ore 12 su Radio Corriere dell'Umbria. La giornalista Paola Costantini accoglie in studio Angelo Lorenzetti, tecnico della Sir Susa Scai Perugia, per tracciare il bilancio di una stagione intensa, tra l'analisi tecnica e una profonda riflessione umana sul suo legame con la città e lo sport.
Tra Verona e Grottazzolina: l'equilibrio del coach
La recente sconfitta contro Verona ha interrotto una striscia di oltre venti vittorie consecutive, ma Lorenzetti non ne fa un dramma, preferendo la via della contestualizzazione. «Le vittorie danno autostima, che non deve mai sfociare in autoreferenzialità», spiega il tecnico, sottolineando come la "memoria" non sia un giocatore e che da ogni partita si debba imparare senza però farsi condizionare troppo dai risultati passati.
L'attenzione è ora rivolta all’ultimo impegno della regular season contro Grottazzolina, una sfida che servirà per ruotare la rosa e gestire le energie in vista della Supercoppa a Trieste. Nonostante il divario in classifica, Lorenzetti mantiene alta la guardia: «Quando tocchiamo palla, dobbiamo farlo nel modo giusto. Siamo una squadra matura».
Il "modello Perugia" e il calore della Curva
Uno dei temi centrali dell'intervista è il rapporto simbiotico tra la squadra e la città. Lorenzetti descrive Perugia come un luogo dove si respira un «senso di semplicità nelle relazioni» a tutti i livelli, dagli sponsor ai tifosi incontrati al bar.
Un plauso speciale va alla tifoseria: «La curva di Perugia è un "highlander" in questa pallavolo», afferma con orgoglio, sottolineando come l’entusiasmo del Presidente e l’adesione costante del pubblico – anche nelle partite dal risultato scontato – rendano il PalaBarton un ambiente unico in Italia. L'augurio del coach è che questa alchimia non si perda, invitando a riflettere sugli errori commessi in altre piazze storiche dove il tifo è svanito.
Evoluzione e leadership: allenare le nuove generazioni
Con quasi quarant'anni di carriera alle spalle, Lorenzetti rivela il suo segreto per restare al vertice: mettersi in discussione quotidianamente. Il tecnico ricorda il momento della svolta a Modena, quando capì che i metodi autoritari del passato non funzionavano più con le nuove generazioni. «Oggi i ragazzi non hanno più il timore riverenziale di una volta, e questo è un bene. Bisogna adattarsi al loro linguaggio e relazionarsi in maniera corretta». In questo processo, figure esperte come Simone Giannelli diventano fondamentali per guidare i più giovani attraverso l'esempio quotidiano.
L'uomo dietro la panchina: dalla banca al sogno del volley
L’intervista regala anche scorci privati della vita di Lorenzetti. Dalla scelta coraggiosa di lasciare il posto fisso in banca per seguire la vocazione sportiva – sostenuto dalla sorella Manuela, a cui è dedicato un tatuaggio – fino al rapporto con i "maestri" come Julio Velasco.
Proprio parlando di Velasco, il coach di Perugia ribadisce la sua filosofia: il volley non è solo una passione, è un lavoro serio che richiede studio e analisi. Un impegno che Lorenzetti intende onorare a Perugia almeno fino al 2027, restando attaccato alla Superlega «con le unghie e con i denti».
Con lo sguardo rivolto a Trieste, il tecnico conclude con un auspicio che va oltre il campo: essere ricordato non solo per le vittorie, ma per ciò che di umano è riuscito a lasciare nei luoghi che ha frequentato.