UMBRIA IN DIRETTA DEL 4 FEBBRAIO
05 Febbraio 2026
Nella puntata di Umbria in Diretta di oggi – giovedì 4 febbraio - La Fondazione Umbria per la Prevenzione dell'Usura taglia il traguardo dei trent’anni di attività. Un anniversario importante che il presidente Fausto Cardella, ospite negli studi di Radio Corriere dell’Umbria, ha voluto celebrare non solo tracciando un bilancio, ma annunciando nuove prospettive e lanciando un appello accorato per il futuro dell'ente.
Una delle novità principali riguarda un progetto legato alla figura di San Bernardino da Siena. Cardella ha ricordato come proprio a Perugia sia nato il sistema bancario moderno, grazie alla predicazione del Santo che teorizzò la necessità di un compenso "giusto" per il prestito, distinguendolo dall’usura. In occasione del trentennale, la Fondazione intende dedicarsi a questa figura storica per sottolineare l'importanza di un credito etico e sostenibile.
Durante l'intervista, Cardella ha evidenziato un mutamento significativo nel profilo di chi si rivolge alla Fondazione. Se un tempo l'utente medio era il piccolo imprenditore, oggi la crisi morde soprattutto gli impiegati pubblici e privati con redditi tra i 1.000 e i 1.800 euro mensili. «Una famiglia monoreddito in queste condizioni forse riesce a vivere, ma se si rompe la macchina o c’è un imprevisto medico, l’accumulo di piccoli debiti (telefonino, canali TV) può diventare insostenibile», ha spiegato il presidente.
Il presidente ha tenuto a precisare che la Fondazione non "regala" denaro né finanzia acquisti voluttuari. L'attività principale consiste nell'aiutare le persone a ottenere un credito bancario legittimo e a tassi sostenibili, garantito da una fideiussione della Fondazione stessa. Per accedere al servizio, è comunque richiesto un reddito minimo che permetta di sostenere la rata rinegoziata.
Per contrastare l’usura, la Fondazione punta sulla capillarità. Grazie a un protocollo con l'Arma dei Carabinieri, le 92-93 stazioni dell'Umbria fungono da punti di riferimento per chi ha bisogno di informazioni. Tuttavia, l'ente deve fare i conti con un limite logistico: la sede attuale di via Ruggero D'Andreotto è diventata insufficiente a causa dell'aumento dei volontari e delle nuove attività, come la digitalizzazione dell'archivio e i progetti di educazione finanziaria. Cardella ha quindi lanciato un appello per trovare un nuovo spazio che garantisca la massima riservatezza agli utenti.
In qualità di presidente della commissione consiliare contro le infiltrazioni mafiose a Perugia, Cardella ha ribadito che, sebbene il rischio di infiltrazioni nell'economia regionale sia elevato, l'Umbria possiede un anticorpo potente: l'assenza di omertà. Il magistrato ha sottolineato l'importanza del dialogo con le scuole, come i recenti incontri all'Istituto Galileo Galilei, per trasmettere ai giovani il valore della legalità attraverso esperienze reali e non "favole".
L'intervista ha concesso spazio anche a note più personali: dalla passione per le camminate quotidiane al legame con i suoi gatti, fino alla difesa della ricetta tradizionale della caponata (rigorosamente senza peperoni).
In chiusura, Cardella ha espresso una dura critica alla spettacolarizzazione della cronaca giudiziaria, suggerendo provocatoriamente di inserire una scritta in sovrimpressione durante certi programmi: «Questo è spettacolo, non è informazione». Per quanto riguarda il suo passato in magistratura e le indagini sulle stragi, ha preferito non annunciare libri: «Sarei quello che sa leggere, non quello che sa scrivere», ha concluso con ironia, ribadendo di non aver nulla da "consegnare alla storia" se non il suo costante impegno civile.