UMBRIA IN DIRETTA DEL 3 FEBBRAIO
03 Febbraio 2026
L'intervista a Umbria in diretta di Lucio Patoia, fino allo scorso 31 dicembre primario di medicina interna all'ospedale San Giovanni Battista di Foligno, offre uno spaccato profondo sulla sanità umbra, tra ricordi della pandemia e le nuove sfide dell'intelligenza artificiale. Dopo anni di dedizione quotidiana, il medico si trova oggi a "reinventarsi" in una nuova fase della vita, pur restando un punto di riferimento per la comunità scientifica e locale.
Patoia ha elogiato la struttura ospedaliera di Foligno, definendola un presidio "molto valido" grazie alla sua capacità di offrire quasi tutte le specialità mediche, eccetto le nicchie di cardiochirurgia e neurochirurgia.
I punti chiave dell'eccellenza ospedaliera secondo il medico includono:
Qualità delle cure: Garantita dalla presenza di tecnologie avanzate come TAC, risonanza e PET.
Collaborazione multidisciplinare: La dimensione dell'ospedale è considerata "ideale" per favorire il dialogo tra reparti, oggi indispensabile per cure di alto livello.
Presa in carico del paziente: Patoia sottolinea la necessità di un "regista" clinico che eviti la frammentazione delle cure, accompagnando il paziente non solo dal punto di vista medico ma anche organizzativo. Questo approccio integrato potrebbe essere la chiave per ridurre le liste d'attesa e migliorare l'appropriatezza diagnostica.
Ricordando l'arrivo del Covid-19 nel 2019-2020, Patoia descrive quel periodo come un'esperienza "traumatica" ma anche come una stagione in cui il medico è tornato a esercitare la sua funzione più pura: inventare soluzioni di fronte a una malattia ignota. Insieme alla moglie Alessandra Servoli, anch'essa medico, ha vissuto in prima linea la necessità di separare percorsi e creare zone di decontaminazione, un'esperienza paragonabile alle grandi epidemie del passato.
La medicina è una tradizione che continua in casa Patoia: il figlio Francesco sta seguendo le orme dei genitori. Il consiglio dell'ex primario ai giovani è di scegliere questa professione per amore, non per convenienza: "Bisogna prendere la professione perché tu le vuoi bene, perché hai qualcosa da dare".
Oltre al camice, Patoia ha rivelato una grande passione per il calcio, ereditata dal suo passato come difensore nelle giovanili del Foggia. Tifoso juventino e attento osservatore di giovani talenti, ha citato nomi come Mbangula (indicato come Muović nel colloquio) e Gil come promesse del futuro.
L'impegno di Patoia prosegue sul fronte dell'inclusione con il progetto DAMA (Assistenza Medica Avanzata), dedicato a pazienti con gravi disabilità cognitive. Il modello, già attivo a Foligno e Terni, mira a organizzare diagnosi e cure in un'unica giornata di Day Hospital, facilitando l'accesso al sistema sanitario per chi non può collaborare attivamente.
Infine, lo sguardo si volge all'intelligenza artificiale in sanità. Pur riconoscendone il potenziale nella diagnostica e nell'organizzazione, Patoia mette in guardia contro:
Conflitti di interesse: Il rischio che i sistemi vengano addestrati per favorire specifici farmaci o aziende private.
Validazione clinica: Ogni algoritmo deve essere validato dai medici nella pratica quotidiana per garantirne l'efficacia reale sui pazienti.