umbria in diretta del 7 gennaio
07 Gennaio 2026
In diretta dagli studi di Umbria in Diretta, si è aperta la prima trasmissione del 2026 con un ospite d'eccezione: Sergio Casagrande, direttore del Gruppo Corriere. In un clima di bilanci e prospettive, l'intervista ha toccato i pilastri dell'identità del giornale e il percorso umano e professionale del suo direttore.
Ecco una sintesi dei punti salienti emersi durante il colloquio:
L'omaggio a Riccardo Regi e le nuove iniziative
L'apertura è stata dedicata a un momento di profonda commozione: l'intitolazione dello studio radiofonico a Riccardo Regi, storico vicedirettore del gruppo recentemente scomparso. Regi è stato ricordato non solo come un professionista esemplare, ma anche come un grande appassionato di musica e chitarrista. Sul fronte delle iniziative editoriali, Casagrande ha rivendicato con orgoglio il successo dell'Umbro dell'anno, titolo assegnato per il 2025 ad Andrea Stella (team principal della McLaren). L'iniziativa, nata da una riflessione sulle scelte del Time, mira a dare voce ed evidenza alle eccellenze del territorio e sarà riproposta anche per il 2026. Tra i progetti di approfondimento, è stato citato il MAG, un supplemento che sviscera temi settoriali (come l'economia o l'industria) dalla A alla Z.
Un percorso tra aneddoti e storia personale
Il direttore ha condiviso ricordi che hanno segnato la sua carriera, iniziata quasi per caso. Nonostante sognasse di fare il chimico o l'archeologo, scrisse il suo primo articolo a soli 14 anni, il 21 dicembre 1981, riguardante il ritrovamento del "Pozzo dei Miracoli" a Foligno. Da lì è iniziato un percorso che lo ha portato a far parte dei fondatori del Corriere dell'Umbria nel 1982. Tra gli aneddoti più curiosi, Casagrande ha svelato il segreto della sua penna verde: un "antidoto contro i furti" in redazione, diventato nel tempo un vezzo distintivo e un richiamo al colore della testata.
Cronaca e impegno civile
Un capitolo significativo è stato dedicato all'esperienza di cronista, in particolare durante il terremoto del 1997. Casagrande ricevette la medaglia d'argento dal Presidente Scalfaro per aver contribuito ad accelerare i soccorsi a Collecurti, segnalando tempestivamente la tragedia. Ha inoltre ricordato i suoi stage in Canada presso il Corriere Canadese, dove ebbe modo di conoscere figure come Sergio Marchionne e confrontarsi con un modello di stampa nordamericana allora molto avanzato.
La "squadra" del Corriere dell'Umbria
Il direttore ha passato in rassegna i membri della sua redazione, definendoli come un'orchestra fondamentale senza la quale il lavoro del direttore non avrebbe valore. Ha citato, tra gli altri:
Alessandro Antonini, descritto come l'inviato che vive la cronaca sul campo.
Sabrina Busiri Vici, colonna portante per il settore cultura.
Francesca Marruco, esperta di cronaca nera e giudiziaria.
Nicola Uras, definito il "pronto soccorso" del giornale per la sua capacità di gestire le emergenze come capocronista.
Eleonora Sarri, figura chiave nella segreteria di redazione e supporto essenziale per il direttore.
Il futuro del giornalismo e della regione
Infine, Casagrande ha riflettuto sulla trasformazione dell'Umbria, oggi più multietnica ma ancora frenata da carenze infrastrutturali. Riguardo alla professione, ha sottolineato la differenza cruciale tra giornalismo certificato e la comunicazione non verificata dei social o dell'intelligenza artificiale. Secondo il direttore, il futuro risiede nel ritorno al ruolo del cronista che "consuma i tacchi sulle strade", l'unico in grado di trasmettere emozioni che la tecnologia non può replicare.
Per usare una metafora, il giornale oggi è come una bottega d'antiquariato: un luogo che richiede cura e occhio attento per scovare la qualità, ma che resta l'unico posto dove trovare pezzi di valore autentico in un mercato invaso da repliche di massa.